​”Il mondo dei tre soli. Terra, acqua, aria e fuoco. (vol. II)”di Rachele Mascolo


Per Mara, protagonista della nostra storia, ha inizio una nuova e rocambolesca avventura; un nuovo mondo da conoscere, un padre che non sapeva di avere e che fatica ad accettare; una nonna a cui si è subito affezionata, tanti e nuovi amici.
Da un lato, questo nuovo mondo che ha bisogno di lei, perché portatrice di un potere, che solo con l’esercizio e l’addestramento potrà affinare per vincere il male, che, lentamente sta dilagando sui regni baciati dai tre soli.

Dall’altro , il mondo “normale” da cui proviene, la casa in cui è vissuta con gli zii che l’hanno cresciuta come figlia loro, i suoi cugini, le sue amicizie.
Gli altri regnanti, suoi zii, ignari della parentela con la ragazza; lei, figlia di Axel, ex sovrano che ha perduto rovinosamente e misteriosamente i suoi poteri, ha rinunciato al trono; ma anche gli altri regni stanno soccombendo al male.

Toccherà a Mara e ai suoi nuovi amici organizzarsi e creare una compagnia capace di contrastare questa forza malefica che si insinua come un morbo su queste terre. 

Difficile sarà la scelta: restare o andare via?

E, quando poi si aggiunge anche il mal d’amore, la scelta si fa ancora più ardua.
Lei, con quegli occhi così blu, profondi e penetranti riesce a scalfire la corazza più dura dell’esercito.

«Aveva lottato con tutte le sue forze contro quel sentimento, contro se stesso e ciò che sapeva non avere futuro. Aveva trovato numerose scuse per cercare di allontanarla da sé e dal suo cuore ma inutilmente, più aveva cercato di farlo e più il sentimento, la passione e il desiderio avevano avuto il sopravvento e quando credeva di esserci riuscito era bastato un solo sguardo in quegli occhi blu per farlo ricadere nella disperazione e allora niente avrebbe potuto ostacolarlo».

In questo secondo volume della saga di Rachele Mascolo, “Il mondo dei tre soli. Terra, acqua, aria e fuoco” (Kimerik, pp. 152, € 16,00); continua l’avventura di Mara, un fantasy interessante e coinvolgente.
L’autrice ha il dono del saper raccontare, con eleganza e semplicità trasporta il lettore in questo nuovo mondo magico, in cui il reale e descrittivo mondo della sua amata Napoli, terra del sole, che fa da sfondo al racconto, si interseca e si amalgama con la fantasia.
Avventura, magia, mistero, amicizia, famiglia e amore…

Con uno stile scorrevole e intrigante il lettore è assorbito dalle pagine del libro, partecipa all’avventura identificandosi con l’eroina e soprattutto fa il tifo per il bell’uomo, di cui ci si può innamorare anche solo con l’immaginazione.

Aspettiamo con grande curiosità il seguito… intanto vi auguro una Buona lettura!
Lunghezza Opera 📚📚📚

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​”Dalle Religioni Rivelate, Faziose, Imposte, Ereditate, alla Libera Ricerca di Dio Universale. Cercare Dio riscoprendo e utilizzando le preziose conquiste della cultura Ellenico-Romana, patrimonio di tutta l’Umanità” di Marcello Transerici


La definizione del termine “Religione” nel dizionario indica: «Il rapporto, variamente identificabile in regole di vita, sentimenti e manifestazioni di omaggio, venerazione e adozione, che lega l’uomo a quanto egli ritiene sacro o divino».
L’uomo da sempre si sente legato a qualcosa che è altro e superiore da lui; un modo per spiegare il mondo e i fenomeni naturali.

Ogni credente ritiene che la propria religione sia quella giusta e salvifica, ma come si può essere certi? Come si può dire che la religione ebraica, cristiana o islamica sia migliore e veritiera rispetto ad un’altra?
Fin da piccoli la religione che pratichiamo è quella che ci viene imposta dal nucleo familiare, che a sua volta è impartita dal luogo in cui si abita; pertanto, come possiamo affermare che la propria religione sia quella giusta?

Inoltre, è proprio in nome della religione che si sono compiuti atti spregevoli, e così continua ad essere; per quanto riguarda il cristianesimo, vi invitiamo a ricordare due esempi, le crociate e la caccia alle streghe; questo perché la religione è figlia dell’uomo.
L’uomo regola e dispone la materia religiosa attraverso i suoi ministri; ma perché abbiamo bisogno degli interpreti della parola?

Questi e molti altri interrogativi sono affrontati nel saggio di Marcello Transerici, “Dalle Religioni Rivelate, Faziose, Imposte, Ereditate, alla Libera Ricerca di Dio Universale” (edito da Kimerik, 424 pp., € 18,00).
L’autore vagliando le diverse religioni, le contraddizioni insite in esse, propone un antico sistema, alle religioni abramitiche rivelate contrappone la religione ellenica.

Cosa c’è di diverso in essa? Tale religione pone l’uomo al centro della ricerca religiosa, il quale si appropria della spiritualità; solo in questo modo l’uomo può trascendere e scoprire la verità, «l’unica che consente la crescita culturale dell’individuo in libertà dai pregiudizi e dalle convinzioni della maggioranza e invita a prendersi cura di se stessi, ossia a fare in modo che in tutto l’essere, nel crescere e nell’apprendere gli aspetti della vita, sia sempre presente la necessità di far emergere l’individuo, con le sue precipue caratteristiche, uniche per ciascuno».

«La conoscenza è un continuo progresso che avvicina la creatura al suo creatore, e che già sulla terra gli consente di vivere una vita felice, conseguente al possesso dell’equilibrio psicofisico».

L’autore nel saggio ci mostra minuziosamente i punti contraddittori e fallaci delle religioni, e ci insegna umilmente quale via sarebbe preferibile seguire per una crescita individuale, con lo scopo più nobile, di poter raggiungere Dio, ma anche il progresso collettivo e la crescita umanitaria.
Un progetto ambizioso, un saggio interessante che cambia le proprie concezioni e che umilmente invita a considerare la ricerca della spiritualità e della verità assoluta, sebbene: 

«Tutti i più alti problemi di valore sono al di là della ragione umana… comprendere i limiti della ragione “questa soltanto è veramente filosofia”» affermava il sommo Friedrich Nietzesche.

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“1789” di Matteo Preve


Acri, pungenti, ma profonde e veritiere le parole poetiche di Matteo Preve, che, nella sua seconda silloge poetica “1789” firmata Kimerik, esprime il fuoco bruciante, anzi l’incendio dilagante e devastante delle sue incandescenti parole in rime, come “Incendiaria”.

L’autore parla del male in ogni sua forma, la lotta che ogni individuo porta dentro di sé, una lotta personale tra mondo interiore e mondo esteriore che è necessaria, vitale per combattere l’assenza di idee e ideali tipiche di questa nostra generazione figlia della tecnologia. 

E ancora, la morte, la sofferenza e il dolore prorompente emergono solo attraverso questa lotta, che rappresenta una forma di salvezza; perché permette agli individui di ergersi e sopravvivere ad un destino soffocante e privo di vita.

Parole crude, parole vere: 

«Hai cambiato i vestiti, / schiarito i capelli, / mutato la forma. /Non rimane altro / trovare / chi sei».

Parole desolate, parole che mostrano la piattezza di questa nostra vita, ma che nascondono un incitamento a combattere: 

«Cadono giù le nuvole dal cielo, / si dissolvono/ senza traccia e pensiero, / cadono giù nuvole dal cielo, / cadono a terra col sereno».

Parole che affrontano temi pungenti come la “Religione” e ci mostrano con semplicità ciò che è vero al di là di ogni credenza: 

«Allah è grande / Dio è povero / Budda è ovunque, / il Krshna è inimitabile / Shen e Tian attendono. / L’Uno sacro gira nei / villaggi del cosmo, / si è perso. / Natura e Logos / sono spirito. / Care dodici religioni / Giuda è alle porte».

L’autore con semplicità mette a nudo una realtà devastata, una realtà intrisa di sangue e malessere, una realtà fatta di male e dolore, come si evince in quest’ultima agghiacciante verità:

«Volti di bambini morti / sogno. / Carcasse di uomini insanguinati / sogno. / Lame violente dentro donne / sogno. / Anime secolari distrutte / sogno. / Vivo l’incubo della realtà, / son desto dentro il sgno, / madido, fradicio di rosso fluido / strappo cuore / in lacrime di realtà».

Matteo Preve riesce in brevi componimenti a restituire una realtà dolorosa, sporca, vittima della cattiveria dell’uomo e della sua indole inetta; ma al tempo stesso cela dietro le sue parole un incitamento alla lotta: dobbiamo liberarci di questa assenza di spirito, dobbiamo iniziare ad “afferrare” ciò che è giusto. Parole che toccano nel profondo, parole che non sono semplici parole, ma una bandiera da innalzare e portare con orgoglio, in modo che tutti possano vederla e seguire la sua forte e tonante voce.

Vi regalo un’ultima e illuminante poesia: 

«Viviamo nel / Medioevo tecnologico, / alziamo bandiere come / araldi, /inviamo messaggi / su piccioni viaggiatori, / spaliamo letame / concime e spazzatura / dalle nostre mura. / Si diffonde acre dalle nostre bocche / l’incomprensibile. / Non abbiamo ancora solcato le porte del fare, / fermi in una rocca di dire / guardiamo le stelle / alla ricerca di cosmopoli / senza affrontare / la verità delle parole / in assenza di nuove / idee. / Ci consoliamo sotto la luce di falsi / Dei, / spaliamo la cenere dalle strade / roteando, danzando, barcollando. / Mai / afferrando».

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​”La ragazza che dipingeva sui muri” di Vanessa Marini

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Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, una storia semplice che riesce a toccare profondamente le corde del cuore.

Lorenzo, un giovane e talentuoso ballerino, che tiene molto alla danza e al suo corpo, che è la massima espressione della sua arte: sta attento a cosa mangia, si esercita quotidianamente, e anche nelle cose quotidiane più semplici si preoccupa di sé.
Studia danza e a volte si reca al parco vicino casa per passeggiare o girare in bici; ed è lì che scopre un luogo interessante che diverrà magico: una cascina abbandonata, che deciderà di esplorare giorno per giorno, assicurandosi che non sia pericolante.

Lì ogni giorno scoprirà dei murales eccezionali, uno diverso per ogni piano, stupendi e profondi, messaggi che toccano diversi temi, anche molto importanti… tutti firmati “Sky 2.0.”.
Un bel giorno Lorenzo, profondamente ammirato da queste manifestazioni d’arte, decide di voler conoscere il misterioso writer; si apposta e lo segue, lo scorge mentre lavora, ma, con sua enorme sorpresa si tratta di una giovane ragazza, Nicole.

Da lì inizierà una splendida amicizia e forse qualcosa di più… l’amore porta il cuore a librarsi in luoghi maestosi e incredibili… 
Lorenzo conoscerà il senso più alto e unico dell’unione amorosa, che è fatta di intesa mentale e forte passione.

Sembra tutto uno splendido sogno, fino a quando Lorenzo sarà costretto a svegliarsi, dolorosamente e involontariamente…

«il dolore, l’abbandono, la crudeltà di eventi che non comprendiamo, di cui non sappiamo vedere lo scopo è che troviamo ingiusti. Te lo vivi tutto, il tuo dolore, e che sembra ti distrugga, che di te rimanga solo polvere. Ma poi riparti con una forza nuova, rinascita come la Fenice dalle sue ceneri, e vai avanti convincendoti che gli sbagli, in realtà, non esistono. Essi fanno semplicemente parte della vita. Se la nostra vita acquista un senso in base al segno che lasciamo nella vita di chi incontriamo».

Un libro, firmato Kimerik, che riesce a colpire e turbare profondamente i propri sentimenti.
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​”La sconosciuta della porta accanto”di Beth Miller 

Un thriller particolare… narrato a più voci; i personaggi descrivono il loro punto di vista e la storia si delinea lentamente, ad un certo punto è chiaro che ci sia qualcosa che non quadri.

Cath è madre di due bambini, Lola e Davey, si è appena trasferita in un’altra cittadina per fuggire alle violenze domestiche che ha subíto da parte del marito.

Davey ha solo 8 anni ed è costretto su una sedia a rotelle, a causa della sua malattia, la “Duchenne”

Lola ha solo quattro anni, ma ha moltissime allergie alimentari…

Cath è una madre esemplare perché non solo bada ai bambini, li porta a scuola e li cura amorevolmente, ma ha deciso di allenarsi per una gara di triathlon per raccogliere fondi utili per la malattia del suo bambino.

Trasferita in questa nuova città organizza un evento in cui conoscere tutti i vicini del quartiere, è in questa occasione che conosce Minette, neomamma, e suo marito; durante la serata si presenta come una donna energica e determinata, accattivante e conquista i suoi ospiti, al termine parlerà di questa gara a cui vuole partecipare, il triathlon, per raccogliere i fondi necessari per aiutare Davey e i ragazzi malati come lui; tutti gli ospiti ammaliati le faranno una donazione.

Minette inizia a frequentare la sua nuova vicina, le chiede consiglio su come agire con la sua bambina, Tilly, che piange sempre e non le permette di avere una vita serena, ora che può finalmente respirare da quando i proprietari della casa in cui si è trasferita Cath, sono andati via; la convivenza con loro è stata difficile e snervante, non potevano fare rumore e la bambina non doveva assolutamente piangere, erano spiati e controllati, i loro nervi stavano per cedere, ma ora c’è Cath e tutto andrà meglio.

Minette si è sposata giovane, follemente innamorata del suo compagno di college, Abe, hanno avuto questa bambina ma sembra che la piccola li stia separando,.

Abe pur  essendoun marito  premuroso, non è presente a livello di coppia, non desidera più Minette e la rifiuta, probabilmente, lei  pensa, bisogna aspettare un po’ di tempo dopo il parto perché tutto torni alla normalità; ma, in questo momento di vulnerabilità sembra notarla un vicino super sexy, Liam, che le si avvicinerà, forse un po’ troppo… Minette nonostante i dubbi si butta in questa nuova esperienza, che forse le gioverà… fidandosi ciecamente della vicina che le farà anche da spalla e da copertura, e  darà via a questa relazione clandestina.

«ho capito che non sono un tipo infedele», «Nessuno lo è fino a quando non lo diventa».

Ma non è tutto oro quello che luccica, e i sospetti iniziano quando Minette vede dal giardino di  casa il volto di Davey alla finestra, che ricorda essere posta  in alto, come può un bambino tetraplegico su sedia a rotelle affacciarsi? Sembra che le stia chiedendo aiuto…. 

E magicamente tutto si capovolge; Cath ha un incidente mentre si allena in bicicletta ed è costretta in ospedale; nonostante sia poco lucida Cath non vuole assolutamente che Minette resti a dormire a casa sua, i suoi bambini sapranno badare a loro stessi; la vicina non vuole che saperne e resta, scoprirà che Davey non è tanto tetraplegico… da qui la scena sarà movimentata, caotica… fino alla conclusione del thriller.

La storia si legge con piacere ed interesse… lo stile è abbastanza scorrevole, l’unica pecca,  per me, è come si conclude, sono rimasta un po’ insoddisfatta ma…riuscirà  Minette a salvare il suo matrimonio e ad aiutare Davey e Lola?

Non vi resta che leggere cari amici! ;):)
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​”Trilogia della città di K.”di Agota Kristof

Questo è uno di quei libri la cui recensione va scritta a caldo, di pancia… anche se ho atteso una giornata prima di cimentarmi perché dovevo riprendermi.
È un libro particolare e strano, con un stile veloce e spezzato, brachilogico, non difficile da seguire; suddiviso in tre parti: il grande quaderno, la prova e la terza menzogna.
Il romanzo si apre con il racconto di due fratellini, gemelli, che, a causa dello scoppio della guerra, vengono lasciati dalla loro madre in custodia alla nonna, tipo sui generis, con la quale non erano in rapporto.
 La narrazione è cruda nel descrivere la situazione, i rapporti, le vicende, l’evoluzione dei personaggi.
Una persona sensibile già si stupirebbe di riscontrare come una nonna possa trattare i propri nipoti come se fossero qualcosa di estraneo… ci sono avvenimenti che li segnano; ma i due fratellini decenni riescono a cavarsela, sono duri, imparano a farsi rispettare, si inventano dei giochi per abituare il corpo al freddo, alla fame, alle percosse, e nel contempo mantengono attive le loro facoltà mentali studiando in autonomia (non vanno a scuola pur essendo obbligatoria). Sono intelligenti, determinati, si occupano dell’orto della nonna  degli animali, delle incombenze, insomma si danno un gran da fare.

Questi due fratellini, Claus e Lucas (i nomi li scopriamo a romanzo ben inoltrato) sono inseparabili, l’uno l’ombra e la proiezione dell’altro.
 Ad un certo punto si separano, non è chiaro perché, ma devono dividersi per crescere, e Claus supera la frontiera, campo minato servendosi del corpo di un fuggitivo esploso sotto i suoi occhi. 
Inizia così un periodo di forte depressione e regressione per il gemello rimasto, finché non si riprende e continua la sua vita, sempre nel ricordo e nella speranza del ritorno dell’amato fratello.
Lucas incontra più di una donna, si affeziona ad un bambino che decide di prendere come suo figlio, ma poi si arriva ad un punto di non ritorno in cui Lucas cade nuovamente in depressione per una tragedia che riguarda questo bambino tanto amato pur se malformato.
Scompare Lucas. 
Appare Claus, rientra con il visto per un breve periodo, ma non riesce a trovare il fratello, chiede di lui ma nessuno sa nulla, negli archivi non compare mai un secondo nome, tanto che ci viene il dubbio se sia mai esistito questo presunto fratello… Che sia tutta una menzogna?
Per un lasso di tempo se n’è davvero convinti.

Non si comprende dove sia la verità,  molto labile in questo romanzo… fino a quando non viene svelata “la terza menzogna”, la verità che si insegue per comprendere la storia del personaggio è nebbiosa e fuligginosa.
C’è un’ansia nel voler sapere, nel seguire la voce narrante che non stanca, tutt’altro… 
Sono ancora sconvolta nell’aver letto l’ultima pagina… chiudendo il libro, mio compagno di tre settimane, la prima cosa che ho pensato è stata: “questo sì che è un libro, è un gran libro”.

Un libro è tante cose e dà tante cose, tra di esse vi sono le forti emozioni che lascia provare; sicuramente non è un genere che può essere largamente condiviso, ma per chi dovesse intraprendere il cammino non può che rimanerne stupito e affascinato. 

Un gran bel libro!
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​”Glaudius. L’impeto del gharwak”di Auron Blackwood

«Questa è la storia che narra di un tempo in cui l’onore era più forte della spada, dove la magia era tangibile tanto quanto i sogni, laddove alzando gli occhi ci si poteva imbattere in un grandioso stormo di draghi».

Ed è così che ha inizio il primo capitolo di questa interessante avventura firmata Kimerik.

Subito ci troviamo spettatori di una cruenta battaglia: Glaudius è alle prese con un drago argenteo, deve ucciderlo per dimostrare alla tribù la sua forza e il suo valore guerresco per diventarne capo; l’animale, invece, combatte per sopravvivere; ma all’improvviso un essere spaventoso ferisce entrambi i lottatori, che saranno portati in salvo dalla comparsa di uno strano animale, un feroce leone.

Glaudius è fortemente ferito, sviene e al suo risveglio si ritrova disteso in un letto vicino ad un elfa bellissima e nuda, Kaera; da qui l’indomito sarà portato a mutare punto di vista.

Glaudius è un gigante, un gharwak, il cui sangue umano è misto a quello demoniaco, e se la rabbia pervade le sue membra fino a perderne il controllo, subentra “l’impeto” che lo trasforma e lo potenzia accecandolo con una follia omicida, un’innarrestabile forza disumana che ha messo più volte in pericolo la vita dei suoi stessi compagni.

Kaera è una bellissima donna, ma è colpita da una maledizione che la costringe a trasformarsi in drago durante i periodi di luna nuova, in disagio morale e fisico perché non può vivere una vita normale, è alla ricerca della propria identità.

Lenihir è un mergleen, un mago, abile nel trasformarsi in un animale all’occorrenza.

Per riscattare la propria vita a seguito della collera provocata nei confronti della dea Atariel, i tre personaggi, Glaudius, Kaera e Lenihir, dovranno intraprendere delle missioni, alle quali si aggiungeranno altri interessanti personaggi.

Avventura, tradimenti, nuovi legami, amori e indovinelli, ma anche inaudita violenza, una scoperta ai limiti del possibile, uno strano libro, un’assassina… sono gli ingredienti perfetti per un libro fantasy in cui confluiscono numerosi elementi classici e nuovi del genere, un mix perfetto per tenere avvinto il lettore tra le sue pagine, alla ricerca della prossima avventura. Ogni personaggio presenta un’inquadratura psicologica diversa e,  nell’arco della storia sarà portato ad evolvere; anche i nemici si presenta no con la propria voce, e attraverso i loro desideri impariamo a conoscerli. 

Il finale di questo primo capitolo si insegue con crescente curiosità… sebbene talvolta il periodare risulti lento a causa di costrutti non necessari (vedi l’uso dei “senonché”)

Un fantasy dal sapore nuovo, intenso, ricco di peripezie e capovolgimenti, il tutto in questo libro sensazionale da non perdere per gli amanti del genere.

«Prima di addormentarsi si mise a contemplare la stanza: un gharwak solitario, una donna drago e un mergleen erano ora i suoi compagni, una mappa parziale è un insetto magico i suoi obiettivi. Tutto preannunciava un’avventura straordinaria che lo convinse, con se stesso, che non avrebbe mai abbandonato i suoi nuovi e unici amici».

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​”Soluna. I sovrani di Pietragrezza”di Marco Perrone

«Soluna, unico continente conosciuto da noi uomini, deve difatti il proprio nome a questa singolare caratteristica: i suoi territori sono talmente vasti da far sì che in essi Sole e Luna si tocchino, stringendosi dentro un eterno abbraccio».

Un’immagine che da sempre ha affascinato l’uomo, i poeti e gli artisti del passato e dei nostri giorni: il Sole e la Luna così da sempre divisi, ma incredibilmente vicini per una manciata di minuti; anche la mitologia greca, sensibile a questo ciclico avvicendarsi del giorno e della notte, aveva immaginato due giovani innamorati, Apollo, dio del sole, e Artemide, dea lunare, che per pochi attimi potevano vedersi e sfiorarsi, e, solo durante le eclissi avrebbero potuto abbracciarsi. 

Ed è con questa splendida immagine che l’autore, Marco Perrone, ci inoltra in una nuova avventura: un continente tutto da scoprire, personaggi diversi tra loro, per storia e costumi, che, a causa di un pericolo che ha sconvolto il regno, saranno protagonisti di una nuova interessante avventura, che ci incuriosirà fino alla fine in questo primo capitolo.

Quello che mi ha affascina moltissimo è la creazione di un mondo nei suoi minimi particolari, a partire dalla scansione del tempo, le ore misurate in “turchese”, «una barra di minerale azzurro che se incendiata decolora progressivamente, indicando il tempo. Per convenzione, una giornata dura circa due sagome di turchese, e i quarti di queste ultime scandiscono i ritmi lavorativi». 
Un solo esempio per dimostrarvi come l’autore, da abile artigiano qual è — in senso metaforico —, ha creato, questo nuovo mondo, lavorando l’argilla con sapiente arte, instillando in essa un afflato di vita; un mondo disegnato nei suoi minimi particolari.

I personaggi hanno caratteristiche ben delineate, e, attraverso le loro parole e le introspezioni psicologiche impariamo a conoscerli e ad affezionarci.

Mersio, uno studente dell’apprendimento ditorio, che ha una duplice responsabilità: la prima, studiare per prendere, un giorno, il posto lavorativo del padre, in qualità di commerciante; la seconda, riscattare il cognome della propria famiglia da una cattiva reputazione, che un uso sconsiderato della magia ha inabbissato; ma ancora una volta la magia entrerà nelle vite dei Norrep.

Lucritia, amica di Mersio, è una elementalista, lei ha il poter di governare uno dei 9 elementi, l’acqua; darà delle lezioni segrete al suo amico Mersio, tanto affascinato da quest’arte fino al giorno dell’incidente.

Ma ahimè, come ogni avventura che si rispetti, la pace e la tranquillità quotidiana degli abitanti di Soluna verrà messa in subbuglio da forze più grandi di quelle che si temono.
Mersio e Lucritia conosceranno un bardo, Quarzo Nimose, che si rivelerà un generale delle truppe del re Domitio, in ricognizione sotto falsa identità; e conosceranno anche Idelen Vernardis, singolare principessa-guerriera di Pietragrezza.

La magia e l’arcano faranno da sfondo all’intera vicenda.
Lo stile è superbo, scorrevole e ricercato al tempo stesso, non annoia ma affascina totalmente; la trama non è mai banale e scontata, ma fino alla fine incuriosisce il lettore che, giunto al termine si chiede speranzoso: “quando sarà pubblicato il secondo volume?”.

Un fantasy che va ben al di là della categoria solita di riferimento, in esso c’è magia, ci sono mostri, c’è la giusta suspence, l’amicizia, il coraggio e l’avventura, un mix che con Marco Perrone non delude mai. 
Se ancora non avete letto o non conoscete l’autore, spero che leggendo le mie parole vi stimolino a intraprendere questa nuova avventura, ne vale davvero la pena! 😉

Buona lettura!

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“Il bisogno di un cuore nuovo” di Giulia Mascaro

“Il bisogno di un cuore nuovo” 

di Giulia Mascaro

Maddalena ha una disfunzione cardiaca che non le permette di essere come tutte le ragazze della sua età; ha scoperto questo problema da bambina e da allora è in lista per un trapianto che le permetterà di poter fare tutto ciò che desidera: ogni sforzo eccessivo può compromettere la sua salute, irrimediabilmente. 

Maddalena ha 18 anni e non sa cosa significhi andare a danza o semplicemente fare palestra; anche solo fare la spesa può essere un’impresa ardua; al suo fianco, pronte a proteggerla ci sono: sua sorella Michela, di 15 anni; sua madre Tecla e, fino a due anni prima anche suo padre, Guido, vittima di un terribile incidente stradale, investito da un auto nei pressi della scuola della figlia piccola, e, deceduto proprio sotto i suoi occhi; immagini indelebili che a distanza di due anni ancora assillano il cuore e gli occhi di Michela. 

Un’assenza che si avverte in ogni gesto familiare, il ricordo e il dolore ancora pervadono le loro vite.

Un bel giorno Maddalena incontrerà e si scontrerà — come nel cartone “Kiss me Licia” — con un bel ragazzo, Davide, che colpo di fulmine, è attratto da lei; ma Maddalena, per non creare situazioni spiacevoli e per proteggersi, considerata la sua situazione di salute, fugge via senza neanche presentarsi.

Quello sarà il primo di diversi incontri; il dilemma farà capolino su un nuovo sorriso: dovrebbe presentarsi e accettare l’invito ad uscire? E se scoprendo il suo problema non la giudicasse più “normale” e la lasciasse così? Ne soffrirebbe. Meglio di no, pensa, meglio troncare sul nascere un seme che potrebbe essere distruttivo per entrambi. 

E, proprio come la forza di un seme, inspiegabilmente finito sull’asfalto, riuscirà con la sua forza a sradicare ogni incertezza e a crescere con vigore su un terreno algido e insicuro.

Ma ad impensierire il nucleo familiare contribuirà, non volutamente, anche Michela, fidanzata ormai da un anno, verrà tradita dal suo bell’Alex e dalla sua migliore amica; un colpo durissimo che la lacererà profondamente, ma riuscirà nuovamente a sorridere grazie a sua madre e Maddalena, ma soprattutto grazie a nuovi amici che con affetto le prenderanno la mano per farla uscire dal buio in cui si ritrova, conosceremo: Deianira — bellissimo riferimento alla letteratura greca, nome tratto da una tagedia di Sofocle; personaggio tormentato, le cui vicessitudini rivivono nell’eroina reale —; suo fratello Davide, il nuovo amico di Maddalena, e il migliore amico di lui, Matteo, che sembra nutrire un sentimento più profondo per Michela, ma che, con profondo rispetto non avanza alcuna pretesa sulla giovane con il cuore spezzato.

I personaggi sono disegnati con abile mano; l’autrice riesce con tratto leggero e delicato ad inserirci nella storia, ci fa conoscere i personaggi e i loro pensieri singolarmente; fa commuovere l’assenza della figura paterna che rivive nelle parole e nei gesti di una famiglia che nonostante tutto non si abbatte, non si arrende: una madre che si ritrova a crescere due figlie senza alcun aiuto; Michela, cresciuta troppo in fretta, che protegge sua sorella pur essendo la piccola di casa, e, infine Maddalena, una ragazza che non si lascia imbrigliare da un male che può ucciderla, lei vuole vivere e lo dimostra fino alla fine.

Sono personaggi che ti lasciano un qualcosa dentro, un desiderio di emulazione.

Il finale sarà un vero “colpo” di scena — che  non posso svelarvi! — e rimetterà in discussione le carte di gioco in tavola.

Un libro che ho letto tutto d’un fiato; è così che ci si sente: presi a tal punto da non poter fare a meno di arrivare a fine romanzo; ho apprezzato ogni singola parola degustandola.

L’autrice, che conosco intimamente, mi ha davvero colpita; conosco la sua forte sensibilità e la sua professionalità, ma non avevo ancora avuto il privilegio di conoscere la sua penna, con profonda soddisfazione — anche lei vive a Catanzaro, piccolo luogo ameno e capoluogo della Calabria — posso affermare che ho scoperto un talento; perché l’arte dello scrivere non è un dono che possiedono in molti, soprattutto delineare con delicatezza e forte sensibilità certi temi.

Grazie Giulia per avermi regalato queste emozioni! 

Un libro diventa eccezionale, quando lascia dentro chi legge forti emozioni; così è stato per me è vi invito fortemente a leggerlo, davvero, davvero molto bello.

«Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico». 

(Paul Sweeney)
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​”Il Natale di Poirot”di Agatha Christie

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“Il Natale di Poirot”

di Agatha Christie
#Letturenatalizie libro numero 3.

Inutile dirvi che per me lei è una maestra del giallo. 

Proprio in prefazione viene spiegata la scelta di come questo periodo dell’anno così gioioso, in realtà sia la condizione ideale per un omicidio. Costretti dall’idea ipocrita del perdono e del dover essere buoni, ci si obbliga a condividere il tavolo con persone che magari non si sopportano, si crea tensione che può sfociare nel sangue. Proprio com’è accaduto alla famiglia Lee. 

Il patriarca decide di chiamare presso di sé a raccolta tutti figli, (tranne uno che abita con lui con la moglie, il più devoto!) per Natale. I figli accettano pensando che l’uomo, ormai anziano, voglia rivederli tutti prima di una sua dipartita; ma non è così… 

Anzi li punzecchia per farli traboccare e crea tensione, parlando di voler modificare il testamento, in virtù dell’arrivo di una nipote spagnola, orfana di sua figlia, Jennifer, deceduta. In più come estraneo alla figlia, arriva un figlio di un caro collega del vecchio Lee, lo accoglie in memoria dei vecchi tempi. 

Inspiegabilmente la sera della vigilia avviene l’omicidio, ognuno di loro è richiamato nella camera paterna dal rumore di mobili caduti, porcellana infranta e da un grido disumano. La porta è chiusa dall’interno, decidono di sfondarla, quello che trovano è impensabile: sangue ovunque e il vecchio riverso con la gola tagliata, tutto è sigillato, come avrà fatto il presunto ladro e omicida a scappare? Sarà stato un abile familiare? 

Da qui iniziano le ricerche del sergente che arriva giusto in tempo (perché a seguito della sparizione di alcuni diamanti il padrone di casa lo aveva invitato a ritornare in un secondo momento), il sovraintendente e il mitico Poirot. Il caso viene snocciolato nelle sue più infime congetture, ma solo Poirot arriverà alla soluzione, e ci svelerà l’inimmaginabile! 

Agatha è una maestra della suspence e dell’inganno… gli indizi li mette proprio sotto il nostro naso, e solo alla fine si riesce a collegare sapientemente il tutto. Magistralmente unica!

«Sono proprio le persone più miti e tranquille che, d’improvviso, si rivelano capaci delle peggiori violenze. Quando perdono il controllo di sé, lo perdono completamente».

Lunghezza Opera 📚📚📚
Ampiezza cast dei Personaggi 📚📚📚📚

Varietà Luoghi 📚📚📚📚
Coinvolgimento e Scorrevolezza 📚📚📚📚📚
Componente Inedita 📚📚📚📚📚
Valutazione Complessiva 📚📚📚📚📚